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Il gallo Jacopuzzo e il mistero del sacco dei doni

Ultima modifica: giovedì, 22 Dicembre 2016

“È Natale! È Natale!”Urlò felice Serafino.

Andò velocemente nell’ armadio, lo aprì, staccò dall’appendino il suo cappottino rosso bordato di una morbida pellicetta bianca che strofinò contro il nasino arrossato e poi lo indossò.

Mise il suo cappellino rosso e uscì per prepararsi al consueto pranzo natalizio a casa di Babbo Natale. Si recò prima però al “Polar Beauty Center” per riprendersi dalle fatiche della notte precedente: si rilassò nella vasca idromassaggio e si fece fare coccole e massaggi a volontà. Appena finito, uscì tutto pulito e profumato, andò dal folletto Zenzarello e lo chiamò :”Zenzi!Zenzi! Sei pronto? Veloce che siamo in ritardo!” Allora Zenzi uscì accompagnato dal gallo Jacopuzzo, saltò in groppa a Serafino e si diressero a casa di Babbo Natale.

Appena arrivati il folletto Natalino, il folletto Alberello, la folletta Stellina, il folletto Angioletto, la folletta Biscottina, il folletto Regalino e tutti gli altri corsero a salutarli, ma appena li videro chiesero chi fosse il nuovo arrivato.

Serafino disse loro: “Metttevi comodi, ora vi racconto come questo gallo, di nome Jacopuzzo, è finito quì al Polo Nord.”

Si sedette sulla poltrona rossa e morbida e si mise a raccontare: “La scorsa mattina ho dormito fino a tardi sapendo di lavorare tutta la notte. Dopo essermi svegliato sono corso in cucina, mi sono preparato una bella cioccolata e mi sono sistemato in salotto per guardare “Peppa Pig”. Appena finito l’episodio mi misi il cappottino e il cappello e corsi da Babbo Natale che mi disse:”Mio carissimo aiutante, raduna tutti i folletti e prepara le renne, stasera partiamo.”

Io corsi velocemete a radunare tutti i folletti e poi diedi da mangiare alle renne e le preparai per il viaggio. Quando finii era proprio ora di partire. Mi sedetti sulla slitta, misi i miei occhialini da pilota, presi tutte le carte geografiche e mi preparai a fare il navigatore. Partimmo. Dopo tanto viaggiare e tante consegne di doni, ecco l’ultima casa: quella del signor Aristide. Parcheggiammo sul tetto, ma il povero Babbo Natale aveva un tremendo mal di schiena, allora mandò me. Io, fiero, presi il sacco e mi calai giù dal camino, ma appena toccai terra rimasi deluso: l’ albero di Natale era tutto spelacchiato e decorato con sole tre palline rotte. Posai un misero pacchetto sotto l’albero mi girai e …meraviglia! Sul tavolo c ‘era un enorme vassoio di muffin al cioccolato che era la colazione già pronta di Aristide. Mi avvicinai con l’ intenzione di mangiarne solo uno, ma erano così buoni che ne mangiai un altro, un altro ancora e avanti così finchè ne rimase solo uno. Con la pancia piena risalii il caminio, ma per mia sfortuna all’uscita rimasi incastrato. Cominciai a urlare aiuto e Babbo Natale tentò di tirarmi fuori, ma non ci riuscì a causa del mal di schiena, allora chiamò la Squadra Speciale Folletti.

A causa di tutto questo tranbusto il gallo Jacopuzzo si svegliò, salì sul tetto e, curioso com’è, entrò nel sacco dei doni. Nel frattempo erano arrivati i folletti ed erano riusciti a liberarmi.

Finalmente potemmo ripartire verso casa.

Arrivati ,vedemmo il sacco dei regali muoversi, ci avvicinammo, lo aprimmo e fu così che trovammo Jacopuzzo.”

Quando Serafino finì il suo raccanto arrivò Babbo Natale e, tra risate e commenti, tutti si misero allegramente a tavola festeggiando un Natale di pace e serenità assieme al nuovo arrivato.

Dean Massimiliano

classe 1A